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FARE AFFARI ALL’ESTERO: GLI ERRORI FISCALI CHE POSSONO COSTARE CARI ALLA TUA IMPRESA

Vendere in un altro Paese, prestare servizi a clienti internazionali o accedere a nuovi mercati può favorire la crescita di un’impresa. Tuttavia, esiste un aspetto che molti imprenditori scoprono troppo tardi: operare oltreconfine può comportare anche nuovi obblighi fiscali.

L’internazionalizzazione non è più un’opportunità riservata esclusivamente alle grandi multinazionali.

Sempre più imprese cercano clienti all’estero, partecipano a fiere internazionali, collaborano con partner stranieri o prestano servizi in mercati diversi.

In un contesto particolarmente integrato come quello europeo, Spagna e Italia offrono numerose opportunità per lo sviluppo di attività imprenditoriali transfrontaliere.

Tuttavia, operare all’estero non significa soltanto acquisire clienti ed emettere fatture.

Occorre anche rispondere ad alcune domande fondamentali:

  • Dove deve essere versata l’IVA?
  • Quale Stato può assoggettare a imposizione gli utili?
  • È possibile recuperare l’IVA sostenuta all’estero?
  • È necessario identificarsi fiscalmente in un altro Paese?

Una valutazione errata può comportare costi imprevisti, inadempimenti fiscali e problematiche che un’adeguata pianificazione avrebbe potuto evitare.

 

INTERNAZIONALIZZARE UN’IMPRESA, UN’OPPORTUNITÀ CHE RICHIEDE LA CONOSCENZA DELLE REGOLE

Espandere la propria attività consente di diversificare i mercati, acquisire nuovi clienti e ridurre la dipendenza da un’unica economia.

Tuttavia, non tutte le operazioni internazionali sono soggette al medesimo trattamento fiscale.

La disciplina tributaria applicabile dipende da diversi fattori, tra cui:

  • la natura dell’attività
  • il Paese in cui viene svolta
  • la tipologia di cliente e l’eventuale presenza di una struttura imprenditoriale all’estero

Ad esempio, la vendita di beni a un’impresa stabilita in un altro Stato membro non comporta necessariamente le stesse conseguenze fiscali della prestazione di servizi a consumatori privati o dell’esistenza di una stabile organizzazione in un altro Paese.

Per questo motivo, prima di avviare un’attività internazionale, è essenziale individuare correttamente la normativa applicabile.

La libertà d’impresa crea opportunità. La certezza del diritto permette di coglierle.

DOVE DEVE PAGARE LE IMPOSTE UN’IMPRESA CHE OPERA IN PIÙ PAESI?

Una delle questioni fondamentali della fiscalità internazionale consiste nello stabilire quale Stato abbia il diritto di assoggettare a imposizione i redditi prodotti.

Un’impresa può svolgere operazioni in un altro Paese senza che ciò comporti automaticamente l’assoggettamento a imposizione di tutti i suoi utili in tale Stato.

Il trattamento fiscale dipenderà:

  • dalla normativa applicabile
  • dalle caratteristiche dell’attività e
  • ove pertinenti, dalle convenzioni contro le doppie imposizioni.

Tali convenzioni contribuiscono a ripartire la potestà impositiva tra gli Stati e a prevedere meccanismi volti a evitare che determinati redditi siano soggetti a doppia imposizione internazionale.

Pertanto, fare affari in un altro Paese non significa necessariamente dover pagare due volte le imposte sugli stessi utili.

È fondamentale analizzare ogni operazione prima della sua realizzazione, soprattutto:

  • in presenza di attività continuative
  • strutture imprenditoriali
  • o investimenti in diverse giurisdizioni.

IVA INTERNAZIONALE: UN ERRORE IN FATTURA PUÒ COMPLICARE L’INTERA OPERAZIONE

Quando un’impresa vende prodotti, presta servizi o si avvale di fornitori esteri, deve individuare correttamente le regole relative alla territorialità dell’imposta e i conseguenti obblighi fiscali.

L’IVA nelle operazioni internazionali rappresenta uno degli aspetti che richiedono maggiore attenzione.

A questo proposito, è fondamentale distinguere due situazioni:

Un’operazione esente da IVA non equivale a un’operazione fuori campo IVA per carenza del requisito territoriale.

Inoltre, non tutte le operazioni tra imprese stabilite nell’Unione europea sono soggette alle medesime regole.

La natura dell’operazione, il luogo in cui essa si considera effettuata e la qualifica fiscale del cliente possono determinarne un diverso trattamento tributario.

Pertanto, applicare automaticamente l’IVA nazionale, oppure omettere l’addebito dell’imposta per il solo fatto che il cliente sia straniero, può comportare errori.

 

È POSSIBILE RECUPERARE L’IVA PAGATA IN UN ALTRO PAESE?

Si tratta di una delle questioni di maggiore interesse per le imprese che svolgono attività internazionali.

Una società può sostenere l’IVA estera in occasione dell’acquisto di determinati servizi, della locazione di spazi o della partecipazione a eventi commerciali.

Tale IVA non deve necessariamente trasformarsi in un costo definitivo.

In determinate circostanze, le imprese stabilite in uno Stato membro dell’Unione europea possono richiedere il rimborso dell’IVA assolta in un altro Stato membro mediante l’apposita procedura europea.

Tuttavia, il rimborso non è automatico, esso dipende:

  • dal rispetto dei requisiti di legge
  • dalla natura delle spese
  • dalla posizione fiscale dell’impresa 
  • e dalle disposizioni dello Stato in cui l’imposta è stata assolta

Occorre inoltre distinguere tale procedura dai casi in cui l’attività svolta comporti l’obbligo di identificarsi ai fini IVA nel Paese estero.

Conoscere questa differenza consente di evitare adempimenti errati e di recuperare gli importi quando ne ricorrano i presupposti di legge.

 

SPORTELLO UNICO OSS, COME SEMPLIFICARE GLI ADEMPIMENTI IVA NELL’UNIONE EUROPEA?

L’Unione europea prevede determinati strumenti volti a semplificare l’adempimento degli obblighi tributari nelle operazioni transfrontaliere.

Uno di questi è il regime dello sportello unico IVA, denominato One Stop Shop (OSS).

Tale regime consente, per determinate operazioni, di centralizzare la dichiarazione e il versamento dell’IVA dovuta in diversi Stati membri attraverso un unico Stato membro di identificazione.

La sua utilità è particolarmente significativa per alcune vendite e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di consumatori all’interno dell’Unione europea.

È tuttavia opportuno evitare un equivoco frequente:

Il regime OSS non si applica a tutte le operazioni internazionali e non elimina ogni eventuale obbligo fiscale negli altri Paesi.

Prima di avvalersene, è necessario verificare che l’attività soddisfi le condizioni previste dalla normativa applicabile.

 

PIANIFICAZIONE FISCALE INTERNAZIONALE: PREVENIRE È MEGLIO CHE CORREGGERE

La fiscalità non dovrebbe trasformarsi in un ostacolo ingiustificato all’espansione imprenditoriale.

Tuttavia, ignorarne le implicazioni non rappresenta una soluzione.

Una corretta pianificazione fiscale internazionale consente di:

  • anticipare gli obblighi tributari
  • valutare i costi
  • individuare le procedure di rimborso
  • e conoscere i regimi fiscali legalmente disponibili.

In particolare, per le imprese che operano tra Spagna e Italia, oppure intendono espandere la propria attività verso altri mercati europei, è consigliabile esaminare preventivamente le conseguenze fiscali prima di formalizzare operazioni, contratti o strutture societarie.

Non si tratta di ricercare strumenti per sottrarsi agli obblighi tributari, si tratta di:

  • rispettare correttamente la legge
  • evitare costi non necessari
  • e assumere decisioni imprenditoriali consapevoli, nel rispetto della certezza del diritto.

 

 LE FRONTIERE NON DOVREBBERO OSTACOLARE LA CRESCITA DELLE IMPRESE

L’internazionalizzazione rappresenta un’opportunità per le imprese che desiderano crescere, diversificare la propria attività e competere in nuovi mercati.

Tuttavia, ogni nuovo mercato comporta regole che è opportuno conoscere:

  • la tassazione dei redditi
  • l’IVA internazionale
  • le convenzioni contro le doppie imposizioni
  • e i regimi di semplificazione sono elementi che possono incidere direttamente sui costi e sulla sostenibilità economica di un’operazione.

Perché fare affari all’estero può rappresentare una grande opportunità. Farlo senza conoscerne le conseguenze fiscali può trasformarsi in un problema evitabile.

La soluzione non è rinunciare alla crescita, ma affrontarla attraverso un’adeguata strategia giuridica e fiscale.

 

CONSULENZA IN FISCALITÀ INTERNAZIONALE E OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE

Presso  DLV&A forniamo consulenza a imprese, professionisti e investitori in materia di fiscalità nazionale e internazionale, con particolare attenzione alle operazioni imprenditoriali tra Spagna, Italia e altri mercati.

Il nostro obiettivo è assistere i clienti nell’individuazione degli obblighi fiscali applicabili, nella prevenzione dei rischi e nella gestione dei progetti di espansione internazionale, garantendo un adeguato supporto giuridico.

La Sua impresa intende operare in Spagna o in un altro Paese? Ha dubbi sull’IVA internazionale, sulla doppia imposizione o sui propri obblighi fiscali?

Ci contatti prima di prendere una decisione.

 

Scritto da: Carolina Tamburo. Praticante avvocata


Studio Legale De La Vega & Associati

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