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Recupero crediti in Spagna: come fare?

incisione italia spagna

Italia e Spagna hanno sempre rappresentato, l’una per l’altra, una solida opportunità di investimento e di espansione per le imprese nazionali.
Gli interscambi economici tra i due Paesi, infatti, dopo una leggera flessione registrata nel biennio 2012-2013, dal 2014 stanno registrando una forte ripresa.  Secondo fonti spagnole, infatti, nei primi 9 mesi del 2016 l’Italia si sarebbe attestata nelle prime quattro posizioni della classifica dei fornitori per la Spagna e nelle prime tre in quella dei clienti.
Nonostante la solida e duratura natura di questa fitta rete di relazioni e di scambi economici e commerciali bilaterali, ancora oggi  si sottovaluta  troppo spessoquello che, invece, rappresenta un aspetto fondamentale dell’interscambio commerciale: l’aspetto relazionato con il credito.
Eppure è cosa nota come non sempre le relazioni commerciali abbiano il finale che ci si aspetta. Quando il debitore risiede all’estero, poi, l’imprenditore potrebbe essere portato a pensare che quella di recuperare il suo credito in una giurisdizione diversa dalla propria sia addirittura un’impresa inaffrontabile, soprattutto in termini di tempi e costi,  a causa della mancata conoscenza del procedimento da attuare. Le incertezze e i dubbi sulle azioni che bisognerebbe mettere in atto in caso di dover recuperare un credito spagnolo spesso possono portare a considerare questo credito come perso.

In realtà, per un creditore italiano reclamare un credito commerciale in Spagna può essere più facile di quanto pensi.

Infatti, se il creditore ha chiare le ragioni ed è certo della fondatezza del suo credito e il debitore,  residente in Spagna, ha solvenza patrimoniale, il procedimento di reclamo giudiziario può non essere cosí scoraggiante come spesso risulta in altri paesi.
Una soluzione pratica può essere il cosiddetto “Proceso monitorio”, simile al Procedimento di Ingiunzione di pagamento italiano.

Prima di dare avvio al processo di recupero, però, è fondamentale verificare, quantomeno, la situazione finanziaria del debitore, dal momento che risulterà inutile ottenere un’ingiunzione giudiziaria che non possa poi materializzarsi nell’effettiva riscossione del debito.

  • Cosa si può reclamare?
    L’importo da reclamare deve figurare in una fattura commerciale o in qualunque altro documento che indichi chiaramente l’esistenza di un debito liquido e scaduto (fatture, bolle di accompagnamento, corrispondenza commerciale che contenga il debito, ecc.)
    La legge spagnola stabilisce che, dal momento in cui venga presentata una richiesta di pagamento formale, il debitore è obbligato a pagare gli interessi sul debito (nel caso non ci fosse un accordo stabilito previamente, si considererà il Tasso d’interesse Legale, attualmente fissato al 3% p.a.).
    Una volta che sia stata emessa una sentenza giudiziaria che condanni al pagamento, l’interesse aumenterà di 2 punti percentuali fino a quando il pagamento non risulti completato.
  • Come si dá avvio al processo?
    Attraverso la presentazione presso il Tribunale del luogo di domicilio del debitore di un semplice scritto che descriva l’origine del debito, corredato da documenti a supporto del credito (le già citate fatture, le bolle di accompagnamento, ecc.)
  • Il sequestro immediato dei beni
    Il Tribunale competente, una volta verificata l’esistenza reale del credito, emetterà un’ingiunzione di pagamento al debitore perchè saldi il proprio debito in un periodo di 20 giorni, al termine dei quali, se il debitore non ha ancora regolato la sua posizione o non si è presentato presso il Tribunale e si è totalmente o parzialmente opposto, il processo conclude e si apre la via del procedimento esecutivo sui beni del debitore (sequestro di ogni tipo di bene, conti correnti bancari, immobili, crediti, ecc.)
    A questo punto, risulterá quindi molto utile poter contare sull’informazione finanziaria relativa al requisito patrimoniale di solvibilità del debitore. Prima di dare avvio al processo di recupero, però, è fondamentale verificare, quantomeno, la situazione finanziaria del debitore, dal momento che risulterà inutile ottenere un’ingiunzione giudiziaria che non possa poi materializzarsi nell’effettiva riscossione del debito.
  • Opposizione del debitore
    In un termine di 20 giorni, è possibile che il debitore si opponga e presenti della documentazione che dimostri l’inesistenza del debito (totale o parziale).
    In questo caso, il procedimento conclude e il creditore potrà, se lo desidera, presentare un ricorso ordinario nel termine di 30 giorni.

 

Alla luce di tutto ció, appare oltremodo evidente quanto la procedura spagnola di recupero crediti risulti più agile di quella italiana e permetta di vedere soddisfatta la pretesa avanzata in tempi più brevi e a costi più contenuti, ma, soprattutto, consenta di veder tutelati rapidamente i propri diritti come creditore.